LA STORIA
La seguente pagina è divisa in due parti che
possono essere ascoltate scaricando i file.
PARTE I
file parte I
Passeggiando per le strade della vita, ad un
tratto ti soffermasti a guardare un maestoso teatro, molte persone vi entravano
ansiose di vedere lo spettacolo. Anche tu eri ansioso ma non sapevi l’autore, il
contenuto e né tanto meno gli interpreti.
Non sapevi che qualcosa di eccezionale ti aspettava; stavi per assistere alla
rappresentazione più importante della tua vita, che avrebbe catturato i tuoi
occhi e creato perplessità nella tua mente.
All’improvviso si è aperto il sipario e il battito del tuo cuore ha cominciato
ad accelerare. Fin dal primo momento lo spettacolo ti ha catturato.
Il protagonista interpretava la biografia di un personaggio magnifico; era
intelligente, fine, coraggioso. Lo spettacolo proseguiva e il personaggio
diventava sempre più affascinante. Era gentile con i bambini,amabile con gli
anziani e sensibile con gli amici,contemplava la natura e traeva gioia dalle
piccole cose.
Il pubblico era in delirio, tu non facevi altro che sospirare identificandoti
con lui. Poco a poco erano rivelate zone sempre più profonde della tua
personalità. Il perdono, la comprensione, la gioia, la sensibilità iniziavano ad
affiorare nelle caratteristiche del personaggio. Egli era tutto ciò che avevi
sempre desiderato di essere.
Tra gli applausi della gente, sulla scena, comparvero due uomini che hanno
srotolato uno striscione che rivelava il nome del personaggio la cui biografia
era messa in scena….
Attonito ti sei seduto: era il TUO NOME. Non ci credevi, non era possibile!
Tutto il pubblico rivolto verso di te ti applaudiva. Eri sconvolto,non riuscivi
a reagire a tanta gioia. Allora hai scoperto che, quando ti eri innamorato di
quel personaggio, in realtà ti eri innamorato di te stesso. Non pensavi di avere
tanta stima di te, ed hai pianto….
Mentre assistevi allo spettacolo avevi scoperto caratteristiche bellissime della
tua personalità che non sapevi di avere. Quel palcoscenico ti faceva sentire un
vero artista, guardando la platea con gran sorpresa riconoscevi persone che
avevi conosciuto nel corso della tua vita, gli amici d’infanzia, le maestre, i
tuoi colleghi. Tu che pensavi che a loro non importasse niente di te! Per questo
non ti avvicinavi al loro mondo e non eri a conoscenza delle loro difficoltà.
Ringraziando tutti hai detto: “Ho costruito amicizie, ho affrontato sconfitte,
ho superato ostacoli, ho bussato alla porta della vita e le ho detto: non ho
paura di viverti”.
“LA VITA E’ UN GRANDE SPETTACOLO. VALE LA PENA DI VIVERLA MALGRADO TUTTE LE
DIFFICOLTA’. UN VINCITORE NON PUO’ RIMANERE IN PLATEA. DEVE STARE AL COMANDO
DELLA PROPRIA VITA!”
Aspetta lo spettacolo non è ancora finito….
PARTE II
file parte II
Dopo quei momenti di indescrivibile felicità sei tornato a sederti e ti sei
rilassato. Stava per iniziare il secondo atto; ti aspettavi di assistere alle
tue azioni meravigliose, ma all’inizio della rappresentazione è accaduto
qualcosa di inaspettato; l’attore principale ha abbandonato il palcoscenico, è
sceso in platea e si è seduto accanto a te. Eri onorato ma sentivi che quel
attore ti ricordava qualcuno di conosciuto.
Ti eri dimenticato che tutte le storie, la mia come la tua, hanno le loro
montagne e le loro valli, il loro coraggio e la loro timidezza, le loro
conquiste e le loro delusioni, la loro salute e la loro follia.
In quel momento hai cominciato a vedere l’altro lato della tua personalità.
Ascoltare gli applausi è bellissimo ma sentire i fischi è drammatico.
Gli attori non protagonisti e persino le comparse hanno preso a dominare la
scena. Si sono messi a rappresentare un personaggio intollerante, irascibile. Ti
sei guardato intorno, e con un sorriso forzato chiedevi comprensione, tutti
possono sbagliare…
Il tuo personaggio aveva perduto il buonumore, non rideva più delle piccole
cose.
Gli attori ti impersonavano mentre ti torturavi per ore ed ore a causa di un
problema che non esisteva o che tu stesso avevi creato.
Hai dovuto ammettere che, quando avevi delle preoccupazioni, le portavi con te
anche quando andavi a dormire. Soffrivi in anticipo, non sapevi prenderti cura
delle tue emozioni. Ti castigavi, non riconoscevi i tuoi errori, ti incolpavi,
ti lamentavi molto e ringraziavi poco. Eri l’aguzzino di te stesso.
Si iniziavano a sentire i fischi in teatro, la platea indignata gridava: Che
fine ha fatto la persona innamorata della vita? Dove sono i suoi sorrisi?.
Quelle parole ti scorrevano nell’anima, la tua vita da sogno si era trasformata
in incubo. Cercavi di pensare ad un posto migliore di quello ma fuggire dal
teatro avrebbe significato fuggire da te stesso.
Gli attori proseguivano. La tua storia ha cominciato a riempirsi di ombre. La
paura ha preso posto sul palcoscenico:paura del domani, di sbagliare, di essere
sconfitto. Non riuscivi a essere libero, eri troppo preoccupato dell’opinione
degli altri.
La platea rivolta verso te, aspettava una tua reazione, ti invitava a salire sul
palco e cambiare la trama della storia. Ma tu insicuro ti domandavi: Io?
Reagire? Entrare in scena? Non sono mai stato un attore! Come potrei farcela?
Cambiare una storia non era mai stato così difficile. Voltandoti verso l’attore
principale hai fatto un gesto invitandolo ad entrare in scena, ma nulla. Hai
proiettato su di lui la tua rabbia, come se fosse lui ad avere la colpa dei tuoi
tormenti, dei tuoi atteggiamenti incoerenti. Ti sei guardato intorno alla
ricerca di altri colpevoli, ma in fondo sapevi di essere diventato succube delle
tue stesse delusioni e dei tuoi problemi emotivi e sociali. Proiettavi sugli
altri quelle che erano mancanze tue.
Ora ti sentivi sempre più solo.
Ad un tratto ti sei guardato, avevi le vesti del protagonista, e in quel momento
le finestre della tua mente e della tua anima si stono aperte…
Hai finalmente scoperto che non era mai esistito un attore principale. Eri tu
quel attore. Eri brillante, sicuro, sensibile nella prima parte. Eri autore
della tua stessa storia, avevi scritto la tua trama nelle pagine della memoria,
avevi diretto la tua vita con maestria.
Nella seconda parte, invece, avevi abbandonato il palcoscenico, ti eri auto
abbandonato,eri diventato uno spettatore passivo. Allora hai capito che in quei
momenti gli attori non protagonisti, rappresentati dai tuoi conflitti interni,
traumi, pensieri negativi, ti avevano controllato e dominato.
Hai concluso che rimuginare sui tuoi sensi di colpa era inutile, dovevi
comprendere le tue limitazioni e imparare a correggere la tua rotta.
Dopo quei momenti di riflessione hai alzato gli occhi ed hai compreso che non
c’era nessun teatro fisico. Il teatro in cui ti trovavi era l’ambiente della tua
stessa mente. Quelle persone non erano mai state fisicamente presenti in platea,
si trovavano nella tua memoria. Avevi viaggiato nel tuo inconscio. In quel
viaggio hai riconosciuto i tuoi giardini e i tuoi deserti e vissuto la
fantastica esperienza di incontrare te stesso.
Ora dovevi prendere una decisione per cambiare la tua storia; dovevi riscattare
l’amore per la vita, l’amore più eccellente...